La ruspolatura delle olive

Ottobre è il periodo in cui alcuni cominciano a raccogliere le olive, altri aspettano che siano più mature e raccolgono ad inverno inoltrato. La raccolta può essere fatta a mano o utilizzando dei macchinari ma c’è una cosa che non viene più fatta oggi, la ruspolatura delle olive. Vittoriano Baccetti ha condiviso con noi questo bel racconto di come venivano raccolte le olive una volta e di cosa sia, appunto, la ruspolatura delle olive. Seguiteci!

“La compagnia, il gruppo delle raccoglitrici, curvata verso il terreno avanzava in ginocchio sulla terra umida, mandando avanti il paniere nel quale venivano deposte le olive raccolte. Era un bel gruppo di donne, circa venti, abbastanza giovani, che facevano questa operazione, proseguendo affiancate in linea retta, la testa china, le mani intirizzite dai primi freddi di novembre. Ogni tanto qualcuna si alzava e andava a versare il paniere colmo nella balla vicino alla quale stava il sottofattore, persona di fiducia del proprietario dell’oliveto che controllava le raccoglitrici valutandone il rendimento in base alla quantità delle olive raccolte.

Allora la maggior parte delle olive si “raccattava” da terra aspettando che cadessero per la maturazione o per la bacchiatura; solo una bassa percentuale veniva raccolta “per aria” direttamente dalla pianta usando scale di legno, pesanti e scomode, che venivano spostate da un olivo all’altro da uomini che le posizionavano in sicurezza prima di salirvi o di farvi salire qualche agile donna.

Il lavoro era faticoso, il sottofattore controllava che le raccoglitrici non perdessero tempo e che la cadenza dello svuotamento del paniere fosse costante. Chi tardava veniva spronato, anche in maniera burbera.

Il lavoro proseguiva per diversi giorni, anche fino tutto gennaio.

Oliveto - Olive trees

Oliveto – Olive trees

In paese, quando le lavoranti rientravano dall’oliveto, le donne più anziane che, causa l’età e quindi il minore rendimento, non erano state ingaggiate, chiedevano alle ragazze più giovani quanto mancasse ancora a finire il campo. Domanda interessata perché, appena saputo che avrebbero finito il giorno successivo, si precipitavano nel campo, accompagnate da uno stuolo di ragazzini, tutti “armati” di paniere.

Così nell’oliveto iniziavano a cercare, fra le zolle, fra i ciuffi dell’erba, nei bucioni degli olivi (incavature nel tronco dell’olivo) , le poche olive che erano saltate alla compagnia.

Bisognava girovagare in qua e là, per tutto l’oliveto, per rimediare un mezzo paniere di olive, e se andava bene uno intero.

Questa era “la ruspolatura”. Praticamente nell’oliveto, dopo questa ripassata, non ci restava neppure una oliva, nemmeno bacata o rinseccolita, tutte finivano nei panieri!

Quando chi ruspolava aveva riempito il suo paniere, a volte anche dopo due o tre giorni di meticolosa ricerca, lo portava a uno dei frantoi che lavoravano in paese; ogni paniere di olive riceveva in cambio un litro di olio.

Per sentire se l’olio era buono, oltre l’assaggio nella bruschetta, si metteva in un padellino e ci si cuoceva un uovo: se l’olio non fumava e non aveva saporacci era buono.Con questo tipo di raccolta, anche le donne anziane ed i bambini contribuivano alla scorta dell’olio per tutta la famiglia.

I frantoi, oltre a provvedere alla frangitura delle olive, erano anche un luogo di ritrovo invernale dove, chi non lavorava, andava a scambiare due chiacchiere al calduccio del camino sempre acceso e, per tradizione, si andava a fare la bruschetta. Si portavano alcune fette di pane crogiate (tostate), che il frantoiano inzuppava nello ziro (orcio) pieno di olio; le fette venivano poi fatte scolare in un retino fatto a staccio, poi incartate in un paio di fogli di carta gialla, quella fatta con la paglia, e venivano portate a casa.

Bruschetta

Bruschetta

Ricordo che quando si andava, noi ragazzi, le mamme si raccomandavano di fare attenzione o non far sgocciolare l’olio per terra perché quello che la carta non aveva assorbito serviva per il soffritto del giorno dopo!”

Grazie a Vittoriano per il racconto e voi adesso, cosa aspettate a venire a Magliano per una bruschetta con l’olio nuovo?